sabato, giugno 25, 2005

i danni!

mi sono dimenticata di conteggiare i danni..a parte la vespa e la macchina, che non voglio quantificare: le punte del mio indice e del mio medio (si dice così anche per il piede?) sono un lontano ricordo.... piede sinistro fasciato a stecca...le due ginocchia, erano dai tempi del pattinaggio che non erano così scoperte di pelle!!! e sono altre due ottime bende!! Un fasciatura avvolgente su tutta la bolla che si è grattata e brucia in maniera assurda... braccio sinistro un grattonazzo con garza, palmo dell mano sinistra..non sono sicura di averlo ancora!!!! Fascia a mo di gesso tutta mano!!!! avambraccio destro del gomito alla mano, non c'è più un pezzo di mano visibile, erano un 8 scottature da sfalto piuttosto tristi............ altro? hanbe la spalla, neinte di che...... un altro pezzo di garza un 10x10... Un giorno vi racconterò anche del tizio tizioso del pronto soccorso che è tutto una storia.........!!!

quello che può fare una accumolo di sfiga..

Parliamone..io ho fatto un incidente allucinante, non per essere melodrannatica, ma se vi dico che dovete ringraziare (o maledire) per leggere queste parole sul mio blog non scherzo, il mio incontro ravvicinato con l'asfalto agli 80 allora non è stato dei migliori... però non è stato dei peggiori..per cui eccomi ancora qui! Cmq ve la racconto dal principio, perchè ha dell'incredibile: IEri sera festino a casa Prandini, ad ora tarda quando tutti se ne stanno per andare, il lava, moooolto sano, sbaglia chiave, e rompe la suddetta... PEr fortuna c'è la jo, che piena di automezzi decide di prestare la sua bella e in forma audi ai cari amici, con la promessa che sarebbero tornati il giorno dopo a prendersi la loro con delle chiavi di scorta, purtroppo però la famiglia Zandonà sembra non essere provvista di tali sofisticati marchingegni, e manda i nostri poveri piccoli eroi, a provare un tot di chiavi, naturalmente destino vuole, che nessuna di queste possa essere quella giusta.. Decidono così di tornare verso casa, nessun problema se non fosse per il fatto che all'altezza di poiano, si ritrovano con la ruota della belli audi in forma, sventrata, per motivi ignoti...Ma i nostri prodi non si perdono d'animo, e cominciano a cambiare la ruota, ma alla notizia, la piccola jo accompagnata dal piccolo Marco accorrono sul posto per portare aiuti umanitari... Se non che al povero Ivan giunse notizia dal lavoro : "doveva essere la entro mezz'ora" come fare? qual'è la soluzione più adeguata e risparmiosa??? Dopo attente ricognizioni, decidiamo: La jo con la sua bella vespa, porterà il nostro lavoratore alla meta e poi tornerà a casa e i due butz continueranno a giocare con il "piccolo metalmeccanico".. La prima parte del piano si svolge con una regolarità quasi stupefacente, purtroppo il brutto verrà poi... Quando la nostra vespista lanciata su una strada di campagna, perde assurdamente il controllo del mezzo, probabilmente grazie al precedente incidente della mamma, e si schianta con gioia sul asfalto, al che tutta sanguinante trova due giovani donzelli che l'accompagnano molto gentilmente dai 2 amici, la metà successiva è naturalmente il pronto soccorso, dopo 50 minuti fissi di riparazioni varie ,siamo riusciti finalmente a tornare a casa................. RINGRAZIO TUTTI PER LA GENTILE COLLABORAZIONE CMQ! sopratutto chi ha dovuto trascinarmi in giro, anche i due sconosciuti! Smack!!

mercoledì, giugno 22, 2005

Tantoooo

In un paio di blog ho trovato questa catena di (tanto)3. E quindi eccomi qui, a compilarla pure io!!!

Che stai facendo? Chatto con un paio di amici e faccio finta di studiare eco per domani
Che cosa cerchi? tanto divertimento, la pace interiore e un qualche cosa di concreto in questo mio cervello incasinato
Hai uno scopo? ridere tanto
Dove ti trovi? al pc a casa, ma con la mente..mi gioco un Baleari
E come vivi? grazie alla mamma e al papà che pagano per farmi ragggiungere un livello di conoscenze accettabili, per questo nostro brutto mondo
Di dove sei? Verona
Qual è il tuo aspetto? perchè ho anche un aspetto???
Qual è il tuo impegno? nella pallanuoto Tanto, nei i rapporti sociali Tanto, per lo studio poco
Ed il tuo tempo? poco, e quello che c'è occupato
Che risultati hai? buoni dove mi impegno, un po tristi nel resto
Come va il mondo? il mio bene, quello degli altri non so!
Che cosa fai? gioco, mi diverto,rido, canto, mi drogo, bevo acoolici,PARLO!
Quando sei in forma? quandosono felic
Innamorata? mmm.... di uno sguardo...vale?
e lui ti ama? mmm.... non si sa mai!
Che dice il cielo? che da lassù è tutto più facile!!

venerdì, giugno 17, 2005

Le scarpe


Quando la stagione iniziava a riscaldarsi, la piccola Mila era abituata a camminare scalza per la campagna, e saliva sugli alberi, e si sbucciava le ginocchia, e prendeva le lucertole, e raccoglieva i fiori, e raccoglieva le more, e la sera si faceva bella e si metteva le scarpe ed iniziava a scrivere le storie, a volte guardava fuori dal cancello della casa di campagna, fingendo che non ci fosse tutta quella gente attorno, ed aspettava il suo principe azzurro.

Penso che aspettare che le cose arrivino secondo le indicazioni che gli son state date è inutile. Le mappe si logorano, si perdono, si sbagliano. Le strade sono tante, facili o impervie.

Mila aspettò il principe azzurro per anni. Poi un giorno, dopo essersi fatta bella e aver messo le scarpe, uscì dal cancello e lo cercò. Lo trovò poco distante, che aveva smarrito la strada, ma che la stava cercando.

Quand’ero piccola camminavo sempre scalza. Quando ho capito che non potevo allontanarmi dal mio giardino senza scapre, ho iniziato a comprarne. Adesso ne ho tante, e per ogni tipo strada.

lunedì, giugno 13, 2005

In doppia istanza

Peggioro di giorno in giorno. Non è proprio il caso di stare a sindacare sui particolari, il problema è proprio l’insieme delle cose.Peggioro di giorno in giorno. E quando dico che forse forse ho ritrovato quello che avevo perso (ma quando l’ho perso di preciso, chi sa dirlo?), ecco che invece ho semplicemente costruito qualcosa di nuovo. Un’altra cosa.No, state tranquilli, Signori della Corte. Non sono impazzita. Sto solo peggiorando, di giorno in giorno, ma sono fiduciosa: da qualche parte prima o poi finirò.

Il pozzo degli occhi neri

Non c’è un vero motivo per cui io accetti questa tranquillità delle emozioni. E’ la tranquillità che mi spaventa. Non sobbalzare ogni serata senza voce, di silenzi ed assenze che parlano più forte del chiasso della gente. Non mi interessa di star male ancora per la voglia di qualcosa che non è facile da toccare, per cui bisogna aspettare. No, non c’è una vera motivazione che mi porta a star qui, a finestre socchiuse, ad ascoltare le mie sensazioni quiete e pacate. Mi muovo lentamente, e non mi sposto dalla mia linea se non per schivare quello che non potrei accettare. Mi muovo con grazia, e non esagero, non mi agito. Non posso cadere, anche quando sto male. Mi lascio vivere e mi vivo dolcemente, con tenerezza accudisco questi momenti e quando il pensiero vola via ai sobbalzi del cuore che non provo, mi richiudo a riccio e mi accarezzo la pancia per sentire il calore di quello che sono sempre stata e che ancora sarò, quando avrò voglia di mettermi in gioco ancora.Nel mio piatto c’è poco da puntare, ho solo me stessa e non posso perdermi. Nessuno può vincermi. E la notte sembra una bella signora che passa, un velluto che accarezzo, mi basta e mi basto perché di cercare ora non sono in grado. S’alza un fuoco d’artificio nei mie occhi quando mi poso per terra e mi guardo con un sorriso che non è né felice né triste. Sono fiera delle scelte che ho fatto per vivere senza paura questo tempo che mi mette alla prova. I ricordi sono nuvole sfumate lanciate in un cielo lontano, sotto cui ho lasciato i pensieri che mi rubavano dal mio amore, dal mio stesso sangue, da uno sguardo che è solo per me e che voglio accudire. Il freddo è un lusso che mi concedo, mi spazza via i rifiuti dell’animo, mi purifica dal fango che ho accumulato in anni di ricerche. Se sbaglio ancora non ho paura ad ammetterlo. Questa notte ho svuotato tutto di me, negli occhi ho due buchi neri che risucchiano tutto quello che fissano e mi riportano alla consistenza della mia vita.