lunedì, luglio 18, 2005


Sei cattiva?

Peggio, Perfida.


E così dicendo mostrai gli artigli estratti. Le zampe in tensione. I baffi tesi. La coda in posizione eretta, i denti in evidenza.Posizione di attacco, o semplicemente difesa. Resta il fatto che sono pericolosa. Starmi alla larga à l'unica soluzione, ma non so quanto possa davvero servire. Se ho da attaccare, attacco. Se ho da colpire, colpisco. Se voglio, faccio. Funziona questa vita finchè non trovi qualcuno che decidi di non ferire, allora gli artigli ti si conficcano nelle mani, i denti ti squarciano la lingua, la coda torna bassa. Succede raramente, ma succede.

Siamo esperti del dolore.
Ma non finiamo di stupirci.

venerdì, luglio 15, 2005

Un matto

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.
E sì, anche tu andresti a cercarele parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai d'imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky e malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.
E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.
Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
una morte pietosa lo strappò alla pazzia.
Francesco de Andrè


giovedì, luglio 14, 2005

sfoghi intestinali


Il mio è un viaggio acido nei confini dei pensieri. Ossigeno il mio cervello con lunghe boccate di droghe psichiche, colate qua e là dalle menti altrui.La mia mente è in standby e l'unica cosa che produce è una risata isterica, destinata a caratterizzare la mia giornata.Il cielo è grigio e opalescente, e copre l'orda di umanità che mi scorre accanto.Oggi sono così. Tolleranza zero, impossibilità di accettare che ci siano altre forme di vita oltre la mia. Che esistano persone che vivono dormono mangiano e soddisfano i loro bisogni come me. Sono una donna ferma e decisa, va tutto bene. Me lo sono ripetuta fino alla nausea mentre il mio specchio vomitava nel cesso. Ecco, questo è il senso della vita: ti succede qualcosa, qualsiasi cosa, e i modi per affrontare l'accaduto sono semplicemente due:
- vomitare nel cesso
- andare avanti
Di solito io vado avanti. Eppure succedono delle cose che si attaccano allo stomaco come un virus intestinale e prepontente si sente la voglia di vomitare nel cesso. Ma non ha senso. E' debolezza, coglionaggine, uteri in rivolta. Come non ha senso tutto quello che dico e che faccio oggi. Non ha senso stare qui a scongelare piccole rabbie per farle colare a terra e bagnare la tastiera. E' come quando un gatto piscia sul divano e il padrone lo punisce. Anche io verrei solo punita se invece di parlare a denti stretti allargassi un po' le labbra.Nel mio specchio l'altra io continua a vomitare. Io invece mi volto e vado avanti, e mordendomi un polso per verificare la mia esistenza, ribadisco: oggi c'è solo tolleranza zero.

mercoledì, luglio 13, 2005

Stamattina

Stamattina ho mangiato una brioches, la chiamerò Alda, per darle più confidenza, anche perchè questa briosch aveva una personalità propria, non era una briosch qualsiasi, era una una di quelle briosch che ti rimangono nel cuore, di quelle che ti rallegrano la giornata, che se riuscessero anche a parlare e a farti innamorare di loro, anche solo a parole, non ti stupiresti... Dopo averla guardato una mezz'oretta di soppiatto mi sono decisa ad addentarle, e...avete presente l'orgasmo? ecco una cosa di questo genere..... non per essere scurrile, ma non pensavo che una briosch in un momento così statico e nullo potesse portare una gioia così immensa! Ho così deciso di rendervi partecipi di questa mia mattinata, che sarà caratterizzata dallo studio intenso, ma che grazie ad Alda sarà molto meno pesante..... Quindi :


GRAZIE ALDA

martedì, luglio 12, 2005

Quell'altra io nascosta dentro me

La verità è che io sono completamente folle. C'è qualcosa che nel mio cervello riesce sempre a fare quello che io non farei mai, a vedere le cose che io non vedrei mai, a sentire quello che io non sentirei mai; fa insomma tutto quello che io non gli ho mai comandato di fare, ma lo fa anche se mi chiudo in una botte e mi lascio marcire lì, quella cosa nella mia mente fa tutto, tutto quello che io non voglio mica fare. Non dipende da me, qualcuno o qualcosa mi ha messo quest'altra entità nella mia testa, è un'altra io che vive con e per me e non posso neanche dire che vive al posto mio, perchè io vedete ne sono consapevole, io so che esiste e che vive per e con me. Quando lo dico in giro tutti la chiamano in maniere diverse. Chi la chiama ritorno di un animale in estinzione, chi la chiama unicità, chi la chiama una specie diversa, chi la chiama pazzia, chi la chiama angelo e chi diavolo e chi alieno, chi la chiama con il mio nome. Ed in verità è tutte queste cose, più una, una che conosco solo io e che mi fa ridere quando preparo gli altarini dove poso il cellulare, che mi fa vedere l'ombra dei pensieri sui visi della gente, mi fa percepire le ombre che si nascondono dietro i muri, mi fa sentire il rumore dei pensieri che si accavallano e si sciolgono passeggiando nel centro cittadino, mi fa le boccacce quando guardo lo specchio del bagno. Gli insulti di quelli che non capiscono continuerò ad averli per sempre, ed è forse una delle poche cose che ho imparato a non sentire più. Quando entra in azione per me è come vomitare emozioni. E' come nausearsi di sensazioni, colmarsi di parole e soffocarne. Ho provato ad ammazzarla. Ho provato a fermarla. Ma non serve, non la trovo, non ho armi. Lei esiste.
Bello o no, decidtelo voi!

lunedì, luglio 11, 2005

La solitudine non esiste

“Mi vergogno!” ho pensato mentre scrivevo questo post, partendo dal centro e mettendoci poi in alto questo incipit.
Ma delle cose che fanno parte di noi non ci si dovrebbe mai vergognare. Anche quando si tratta degli amici immaginari.
Confesso, oggi ho chiamato in raduno nella mia stanza tutti i miei amici immaginari, sia per rivederli tutti insieme dopo del tempo, sia per sapere un po’ di novità. Ho due avvoltoi che ho adottato all’età di circa otto anni e da allora porto sulle due spalle, tranne quando li mando in giro a perlustrare zone o sorvegliare persone per conto mio.Uno dei miei fidati amici è il folletto MolloMollo che viveva nell’elastico per capelli verde acqua che dall’età di quattro anni ho portato sempre con me, finché non si è talmente rovinato che ho dovuto far trasferire MolloMollo in tutto ciò che capita. E’ un amico favoloso lui, ci siamo sempre raccontati tutto, mi dava anche consigli. Poi da un po’ di tempo si è messo dentro il pupazzetto rosa di lana che ho regalato alla mia sorellina, ma ogni tanto mi viene a trovare e riesce lo stesso a farmi i dispetti e a proteggermi. Poi c’è l’ombra che vive sotto il mio letto, che anche quando c’è tanta luce e tanta gente, lei trova sempre dove nascondersi per bene. Esce di notte, parliamo poco, più che altro sappiamo dell’esistenza una dell’altra, e ogni tanto giochiamo a scacchi. Sempre di notte passano tre persone nella mia stanza: il troll del sonno, la macchia scura dei sogni e la gnometta del risveglio. Il primo mi abbassa le palpebre, il secondo mi si posa addosso e mi fa sognare (bei sogni o incubi secondo il suo umore) e la terza taglia il filo del sonno facendomi svegliare. In bagno invece, ho la tizia dello specchio, che è una versione di me stessa ma molto più intelligente e più bella, che mi racconta storie al volo finchè faccio pipì o la doccia. Non esce mai quando sono con altre persone, anche se quando gli altri non se ne accorgono mi fa gli occhiolini e mi sorride ammiccante .Un tempo avevo anche il fantasma della vespa, ma non so se è riuscito a saltare in tempo giu prima che la vespa cadesse rovinosamente. Spero di rivederlo presto. Ancora, miei primissimi amici assieme a MolloMollo sono Punella e Punetta, che vivono nei libri, li ho conosciuti a quattro anni, erano nascosti nel libro delle favole e da allora siamo inseparabili, ogni volta che leggo loro son pronti a commentare le storie e fanno da tramite tra me e i personaggi, dicendomi così come finirà la storia o cosa i personaggi vogliono fare. Conosco anche uno scarabeo azzurro egiziano, con cui ho fatto amicizia nel museo egizio di Torino qualche anno fa. Infine, ultima ma non meno importante, anzi!, c’è la mia tigre di fiducia, che vive praticamente sempre accanto a me (ora, ad esempio, è accucciata vicino alla sedia e tiene sott’occhio l’ombra che è sotto il letto mentre MolloMollo guarda la luna, tra poco arriverà il Troll del sonno). Buonanotte Mondo!!

domenica, luglio 10, 2005

Il mio acquario:

stasera ho pensato tutto il tempo alle aragoste, quando ero piccina, ho visto una puntata di friends, in cui phobe spiegava al povero ross, rifiutato da rachel, che non doveva preoccuparsi perché tanto rachel era la sua aragosta: le aragoste passano tutta la vita chela x chela con l'amore della loro vita, senza mai lasciarsi...Bhè la mia vita non è così, però pure io ho le mie aragoste e nel mare impervio ogni tanto le perdo... La parte più bella è poi ritrovarle e scoprire che sono state solo nell'onda affianco, riattaccarti alla loro chela e capire che niente, neanche un pescepalla ciccione a righe gialle arancioni, con un cappello da pagliaccio in testa e che canta di gran trionfo "in fondo al mar", potrà dissuaderti dal cambiar mare...



non ne ho trovato uno con le aragoste!!!!

Appunto: Farmi vedere (da uno bravo psichiatra)


Ho avuto la visione di una tazza di caffè in cui si aprivano le acque rivelandomi sul fondo il futuro. Mi sento Mosè.