martedì, gennaio 31, 2006

VENDICATEMI!!




Risultato dell'ultimo allenamento.....
NO COMMENT

lunedì, gennaio 30, 2006

Dillo alla luna!

Ciao bell'ascoltatore della destra
Voglio farti una domanda
ti senti meglio adesso?
Ti senti più favorevole al declino?
Ti appare meglio il mondo adesso
che te lo dice Emilio Fede dal Tigi4?
Aspetti che le tasse si abbassino?
E se fanno i duri con gli IMMIGRATI, Meglio?!?!?
tu c'hai paura di tutti quei DELINQUENTI, degli ALBANESI.
Vogliono dichiarare fuorilegge anche quelli
senza PERMESSO DI SOGGIORNO
così, equiparati agli SPACCIATORI,
chi glielo fa fare di raccogliere più le mele per 2 centesimi al Kilo?
Si fà più presto a dirlo che a farlo
MA NON C'è NIENTE DI FACILE,
NIENTE CHE PRESTO SI PUò RISOLVERE.
Credete a me.
Le scorciatoie, non esistono.
ESISTONO FALSI PROFETI
ILLUSIONI, ALLUSIONI, STRUMENTALIZZAZIONI, DEMAGOGIE
pronte a portarvi fuori strada per altre latitudini
mentre loro si fanno i loro PORCI COMODI!
VIVA ZAPATA!


VASCO

pensierini di metà pomeriggio




A volte mi sembra quasi di essere una persona seria. Poi, mi ricredo.

mercoledì, gennaio 25, 2006

Sacrificie

C’è un dolore gentile che bussa alla mia porta chiedendomi di entrare, ed io non posso negargli un posto caldo dove passare questi mesi freddi.
Certo, accogliere in casa un dolore vuol dire fare una scelta ben precisa, essere coraggiosa, essere capace di affrontarlo quando si sveglierà di notte e chiederà di me, di tenermi sveglia. Vuol dire essere pronta a dominarlo o a sottostare alla sua volontà: in fondo è un ospite e come tale va trattato.

Questo dolore gentile che bussa alla mia porta è armato di una lama, ed entrerà trafiggendomi. Si tratta di scegliere, se ferirmi e farlo entrare, tenermelo come compagno per un tempo che lui deciderà, o lasciarlo fuori e fingere di non sentire, fino a quando non sfonderà la mia porta ed entrerà senza che io possa oppormi.
Devo fare io la cosa giusta.

In fondo, mi ferirà subito, appena entrato, ed una volta dentro, sarà “uno di casa”, quasi un amico. E mentre io curerò la mia ferita, lui mi farà compagnia, mi aiuterà a scegliere la strada da seguire.
E così, sola con il mio nuovo inquilino, potrò anche tremare e sbattere i pugni, e nessuno mi vedrà. Potrò piangere e disperarmi, senza che nessuno se ne dispiaccia.
Va così il mondo.

Io sono amica del dolore. Ha un sapore che già conosco troppo bene. Tante volte negli ultimi tempi ho lasciato che trovasse rifugio nella mia casa, nel mio cuore.

Ma faccio la cosa giusta aprendo questa porta dove bussa la lama che mi ferirà. La cosa giusta per tutti, per chi sa e chi non può sapere, prendo io il coraggio di scegliere per prima, affinché il prossimo coraggioso abbia la strada già battuta.

Poi, assieme al mio amico dolore, ripercorrerò i luoghi conosciuti, affinché la ferita sia profonda al punto giusto.
Al 2006, come fosse un dio, immolerò i miei sentimenti, restando vuota e sola.
E niente chiederò d’impossibile per questo mio sacrificio, vorrei solo che tutto si trasformasse nell sorriso di un amico.

Apro la porta.
Benvenuto dolore, la mia casa è anche la tua.

Il mio dado è tratto. Ora, signori, fate i vostri giochi.

lunedì, gennaio 23, 2006

Il mondo dove vivo




Accusami di tutto io sono colpevole a volte ho infierito su chi era più debole, ho infranto delle regole, non sono l'ideale che magari ti aspetti, ma io rifletto in pieno il mondo dove vivo, specialmente i suoi difetti, se è vero che si nasce puri poi ci si sporca crescendo, è difficile restare puliti nuotando tentando di uscire dal fango, sono io il primo a dire che sono sbagliato, ma la mia condotta è il risultato di ciò che mi hanno insegnato, che quindi almeno mi sia tolta la metà della colpa che mi si faccia restituire almeno metà della merda raccolta, c'è chi mi ha detto che i soldi non contano alla fine più di un tot, a me sembra che la storia quaggiù giri tipo juke box, se non infili la moneta non funziona, la musica non suona e c'è ancora la persona con la zappa e quella con la corona, quindi fin da piccolo ho capito che dovevo fare quello che potevo per arrampicarmi sulla vetta del mondo dove vivo;
Rit.: Ti può sembrare una visione egoista e io eccessivo e negativo, ma non è un parere ciò che devo fare per non cadere. Io sono realista questo è il mondo dove vivo e se ne conosci un altro fammelo sapere.

Vivo di ciò che mi nutre e allo stesso tempo mi inquina, spesso mi trovo a fare mattina sul fondo di una lattina e non c'è medicina per questa malattia, il virus corre tutti i giorni nella via sotto casa mia, il menefreghismo, l'egoismo, l'arrivismo tanti gremlins sotto le candide spoglie di un intero organismo, gente allo spasmo che tenta di venire fuori facendosi un mazzo tanto criticati, ostacolati da chi ci ha sempre avuto chi pagava il conto. Ieri ho pensato a un mondo di pace, senza un nemico, senza un confine, senza il concetto di straniero, era un bel pensiero, ma io non c'ero e comunque li non sarei servito a niente, io sono un delitto con l'odio come movente e il rancore come attenuante. Così m'hanno voluto, così m'hanno cresciuto, tutto quello che c'ho avuto l'ho ottenuto senza aiuto, se non dalla famiglia dai fratelli che erano con noi prima dei dischi d'oro, quindi ora è solo con loro che divido i frutti del mio lavoro;

Essendo un paradosso vivente nel mio egoismo credo nelle idee di condivisione, credo che un giorno una nuova coscienza di massa ci porti a stare tutti bene, ma so anche che ci vorrà parecchio per farlo, so di sicuro che io non sarò ancora in vita per vederlo, a me e a quelli come me tocca fare il possibile per trovare un metodo infallibile, per ritagliare dentro 'sto macello insostenibile un oasi vivibile a patto di portarsi addosso il peso di un odio tangibile, non che mi piaccia, ma così sarà finché la legge della banconota sarà indiscutibile. Quindi io mi sbatto per la salute del mio pezzettino che sommato a tutti gli altri dà risultato il mondo rendo un posto migliore, la mia vita e quella di chi mi sta accanto, quindi sarebbe già un buon punto se tutti facessero altrettanto, ma nel frattempo devo pensare alle regole che mi hanno fatto imparare, a quella parte del codice da non tramandare, che dice di difendere ciò che è mio e che ti dice dopo vengano gli altri: prima io!

giovedì, gennaio 19, 2006

Me, Io



Io me stasera, in vena di facce tristi

martedì, gennaio 17, 2006

A chi in un questo blog non capita più...



Nella stanza dei bottoni fanno a gara per darmi più dispiaceri possibili, affinché il mio animo sia temprato nel migliore dei modi al colpo fatale. Io mi sono addormentata in posizione fetale sul divano, in attesa di una telefonata mai arrivata, e quando mi sono svegliata imprecavo contro tutti – nonostante fossi sola – per questa assenza prolungata di gente. Ho immolato la mia vita a delle passioni, che in quanto tali duravano il tempo di una vampata di fuoco. Brevi, ma intense. Oggi, che di passioni sono orfana, ripenso ad una di esse, ormai passata, e a malapena ricordo i tratti del volto. E’ questo l’inizio della fine del mio cuore? In fondo: ho sempre auspicato di riuscire a liberarmi anche delle ultime briciole di animo buono. Ormai mi scivola tutto eternamente addosso. Stasera quello che mi fa rabbia è che camera mia continua ad essere da pulire, e la mia vita invece si sta ripulendo di tutto quello che riusciva a contenere. E la cosa assurda è che la camera voglio e devo pulirla, la mia vita, invece, l’avrei lasciata volentieri sull’orlo dello straripamento, colma di tutto quello che riusciva a contenere. Probabilmente è diventata vecchia, e come tale inizia ad essere incontinente. E’ che in verità devo convincermi che sono finiti i tempi che furono, che man mano che i mesi passano e si allontanano i ricordi senza volto, si portano via anche quella vita e quel modo di essere che erano legati a doppio nodo. Me ne devo costruire di nuove, di solo mie, e che siano distaccate da ogni passione, siano a prescindere. Altrimenti nel mio futuro non ci saranno più abbracci consolatori. Sono critica. Profondamente critica. Me ne sono andata volontariamente dalla piazza del paese, virtuale intendo, perché quel "basta" proprio non volevo pronunciarlo. Mi trovo ora a cercare di ricordare chi eravamo e cosa facevamo, e soprattutto come facessi a passare le mie serate chiusa in casa, mentre il mondo fuori andava avanti e l’aria era deliziosa da respirare. Mi chiedo cosa ci sto a fare in verità qui, se poi qui non ci sono mai, sono solo il fantasma di quella che ero, e che continua a trascinarsi sperando di non essere ancora così fluida da farsi scoprire. Falsa e bugiarda. Vorrei soffrire del fatto di non essere più nei tuoi pensieri, Vorrei soffrirne forte, sbattere i pugni, cadere in ginocchio e sciogliermi in lacrime. Ma non riesco a fare nulla di tutto questo. Non riesco nemmeno ad odiarti. Mi consolo solamente all’idea che ti dimenticherai di oggi, e che io ne gioirò: alla mezzanotte, io, per la prima volta, sarò la buona e tu il cattivo.

sabato, gennaio 14, 2006

Inizio oggi il mio 2006

Il mio mondo va così.
E’ tutto una conseguenza di ogni piccola azione, ed anche quello che sembra inacettabile può essere in qualche modo compreso.
Non voglio risolvere le cose, voglio capirle.
Ho il solo problema di essere esagerata dentro. Di non avere una giusta via di mezzo. E in una continua ricerca di qualcosa mi perdo dovunque e mi ritrovo altrove.
L’altra sera ho aperto le parole scritte durante quest’anno e le ho lette a voce alta, sperando che nel silenzio qualcuno le sentisse.
Mi sono scoperta crudele, cinica, disperatamente cattiva, autolesionista. Capace di affrontare le cattiverie, le ingustizie della vita. Pronta e coraggiosa. Mi sono riscoperta una killer perfetta, incastrata nelle mie frasi, nessuna fuori posto, tutte pensate e meditate affinché fossero le migliori possibili. Quelle che lasciano così tanti dubbi da lacerare. Quelle che servono ad uccidermi ogni giorno.
Nelle profondità di tutto quello che privatamente ho scritto in questo anno, ho trovato una me che per anni ho cercato e che mai ero riuscita a vedere così brillante, così perfettamente plasmata per essere una donna di ghiaccio.
Ho morso più volte i miei polsi durante la vita, per sentire il sapore del mio sangue. E sempre l’ho sputato via, lasciando che annerisse il pavimento della mia stanza. E quando ho smesso di incidermi la pelle con le lame affilate, di scrivere i nomi sulle braccia, ho perso qualcosa.
Così ieri ho lasciato che i lividi mi marchiassero, come fossi una bestia, unica, irripetibile, insostituibile.
Più volte ho creduto di essere spacciata, senza più una traccia di animo buono a farmi compagnia, a riempire i vuoti dentro me. Ma ogni nuovo giorno è una scoperta.
Se dovessi tirare la somma di quest’anno, senza drammatizzare delle perdite subite dentro e fuori di me, senza soffermarmi sulle cose che volente o nolente la vita e la gente mi hanno insegnato, metterei a futura memoria un insegnamento piccolo piccolo, ma che tanto mi ha fatto imparare: va centellinata, è vero, la dolcezza, se vuoi sopravvivere, ma quella coccola prima di addormentarsi cancella gli incubi, riporta il silenzio.
E così che auguro a tutti di farsi una carezza questa notte, prima di andare a dormire.
Buon 2006.

lunedì, gennaio 09, 2006

Era per un amico, ma mi piaceva

Mi presento, sono la ragazza che corre, una fox nera
sotto al sedere, un volante caldo, è il mondo che si
muove, la corsia di sorpasso, i furgoni che non mi
spostano, l'accelleratore al massimo, gli occhi
vigili, la musica che urla, la mia voce nascosta,
avanti e indietro per la tangenziale est, come un
anima in pena, i fari pronti, passo io, tu fermo lì,
perchè io ho fretta, io sono più importante e di
sicuro, tu non vai trovando ciò che troverò io, anzi
probabilmente non lo stai neanche cercando, io sì, io
sono in continua evoluzione, corro per andare da
qualche parte, io non ho una vita vuota come la
vostra, che con le vostre belle Mondeo, vi spostate,
il mio spostamento è un viaggio continuo, una corsa
contro ciò che si deve trovare.... Ma diciamocelo,
tutta questa cosa del correre, non è che sia una
scusa? non è che sia un scappare dagli esami, dalle
prove, dalle responsabilità, dagli amici, dai genitori
che a volte non comprendono? O che sia un correre?
Qualcuno di molto furbo un giorno mi ha detto che lui
avrebbe provato ad allungare la rincorsa, la mia è una
rincorsa infinita, perchè non so quando è il momento
di saltare, e non so se mai lo capirò. è sicuro, che
se mi dessero una macchina, una risorsa infinita per
muoverla, un cervello parlante al mio fianco, qualcuno
che mi vuole sezionare il cervello a forza di domande,
qualcosa succederebbe, magari smetterei di correre, o
forse correrei ancora di più, nella speranza che anche
dopo essere stata sezionata, quel qualcuno prosegua
con me la sua corsa.


sabato, gennaio 07, 2006

LA FRASE





Non vince chi sà colpire più forte.

















Ma chi sa assorbire meglio.

domenica, gennaio 01, 2006

Come il sole all'improvviso




Nel mondo
io camminerò
tanto che poi i piedi mi faranno male

io camminerò
un'altra volta








e a tutti
io domanderò
finché risposte non ce ne saranno più

io domanderò
un'altra volta







Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
male che
come il sole all'improvviso
scoppierà scoppierà.











Nel mondo
io lavorerò
tanto che poi le mani mi faranno male

Io lavorerò
un'altra volta.



Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
tanto che come il sole all'improvviso
scoppierà, scoppierà







Nel mondo
tutti io guarderò
tanto che poi gli occhi mi faranno male
ancora guarderò
un'altra volta.





Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
tanto che come il sole all'improvviso
scoppierà, scoppierà

Nel mondo
tutti io guarderò
tanto che poi gli occhi mi faranno male
ancora guarderò
un'altra volta.




Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
male che come il sole all'improvviso
scoppierà, scoppierà.

Nel mondo
io non amerò
tanto che poi il cuore non mi farà male




Buon anno a tutti i BUTEIIIII e le BUTELE!