lunedì, aprile 24, 2006

Ditemi che non è uno spettacolo!





A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada

> W. Churchill

mercoledì, aprile 19, 2006

Cazzo mi hanno fatto vagare come un cane randagio per anni, anni di insofferenza, anni di scuole diverse, di case diverse, mai 2 anni con gli lstessi compagni, mai più di 2 anni con gli stessi vicini, poi hanno deciso che forse era il luogo adatto, si sono stabilizzati, e io ho annaspato per entrare nella realtà che mi hanno presentato, ma ne ho ricavato poco, solo poche parole, da paesani sconfinati... Ho salutato con un No grazie, e mi sono diretta altrove, ho conosciuto persone, e stretto amicizie, trovato amori fugaci e non, scritto storie e cancellate, senza trovare nulla che mi soddisfasse in pieno, poi ho trovato un paio di "cose", mi sono fermata, attaccata a questi qualcosa, creando, costruendo, sono diventata la persona che sono ora, tagliando il resto ritenendolo inutile, e poco appagante. ORa dopo circa 4 o 5 anni, mi ritrovo un mezzo buio davanti, un icognita, la necessità di ricominciare a creare rapporti, passioni, e modi di vivere.
Non vuole essere malinconico o negativo questo post, semplicemente un punto a capo. Con dei nuovi e più bei propositi
ORa mi mangerò delle fragole con panna, ascolterò il LIGA, e penserò a quanto gli uomini di oggi siano senza palle, e gli ITALIANi troppo poco coglioni...




Ho messo via i rimpiantini
dicono non ho l'età
se si voltano un momento io ci rigioco
perchè a me... va.
Ho messo via un pò di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì.
Ho messo via un pò di consigli
dicono è più facile
li ho messi via perchè a sbagliare
sono bravissimo da me.
Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato,ce n'è,ce n'è sarà
ho messo via un bel pò di cose ....

Ho messo via un pò di legnate
i sogni quelli non si può
che non è il male,né la botta
ma purtroppo il livido.
Ho messo via un bel pò di foto
che prenderanno polvere
sia sui rancori che rimpanti
che rimorsi, che perchè.

In queste scarpe e su questa terra
che dondola,dondola,dondola,dondola
con il conforto di un cielo che resta lì.

lunedì, aprile 17, 2006

L'indifferenza




Rotaia.
Distesa,
fredda,
soffocatamente uniforme,
simbolo certo di vite sospese
tra punti di un percorso predefinito.
L’egoismo di un binario
non concede partenze,
l’egocentrico pensiero
non rischia fermate.
Corpi supini, giacciono invisibili
tra sguardi assenti
di fratelli vestiti d’amianto.
Il lento avvicinarsi di un sospetto
si accascia,
ormai inesorabile
in un debole,
ultimo,
sospiro d’indifferenza.




Una poesia tratta da un blog a caso, neanche un gran che, ma significativa per la giornata odierna.

venerdì, aprile 14, 2006

Al mio coach - per me una canzone.

Certe persone sono come le canzoni migliori, le puoi ascoltare, riascoltare, senza stancarti mai, possono essere sempre adatte, puoi vederci la tristezza o la gioia a seconda del momento, puoi adorarle anche se ti possono ricordare qualche momento triste, le puoi ascoltare per anni e anni, continuando ad adularne la parte migliore, le puoi cantare a memoria senza accorgerti di conoscerle, le puoi riscoprire, ti puoi ritrovare a usare le stesse espressioni che contengono, ti possono far sognare, ti possono regalare un modo di essere.

Sono eterne.
Non finiscono mai.
E se finiscono, ti lasciano un ritornello dentro.
E se finiscono, ti hanno insegnato qualcosa.
E se finiscono, hanno fatto di te una persona più felice.

Non tutti hanno il dono, di poter essere come una canzone.
La canzone di cui vi parlo io stasera, mi ha dato delle SISTER fantastiche, le mie ciccione, mi ha dato una passione, mi ha insegnato tanto, mi ha cresciuto per prima cosa come persona, mi ha dato tanto, più di quanto avrei mai potuto lontanamente sperare da un allenatore.

Io lo so, questa canzone per noi non finirà.

Saluti a quelli, che le canzoni non le capiscono e si accontentano di ascoltarle.
Saluti a quelli, che le canzoni le creano per un ritornello orecchiabile.
Saluti a quelli, che la loro radio, non ha mai conosciuto il repeat fisso.
Saluti a quelli, che di canzoni in testa ne hanno tante, ma nessuna è per sempre.
Saluti a quelli, che pensano che le canzoni forgino le persone.
Saluti a quelli, che incolpano la musica.
Saluti a quelli, che questa canzone non potranno registrarla mai, nel proprio cuore.

giovedì, aprile 13, 2006

Il dolore cambia la vita e tempra l'animo

Finché non lo vivi non puoi capire. Crediamo di saper capire un po' tutto quello che succede e quello che si prova, ma non possiamo, non è possibile, non è umano. Quando tocchi qualcosa, quando quella cosa ti si attacca addosso come una pelle, quando la vivi come la bruciatura di una sigaretta sulla mano, solo allora puoi capirla. Ecco cos'è il dolore. Vederlo solamente non basta. Non si imparerà mai a conoscerlo solo osservandolo. Solo quando tocchi il dolore con le mani lo comprendi. Quando lo accarezzi, come la mia mano sulla testa di mia madre, capisci la consistenza che ha, ne senti dentro la forza devastante, l'implacabile movimento che scatena, la sua inesorabile vittoria. Un tempo cercavo il dolore, perché non ero avvezza alla felicità. Ma è stato il dolore a trovarmi, perché ho tanto da imparare. Allora mi si è seduto accanto a farmi compagnia. Io l'ho accolto, gentilmente. E ho lasciato che si prendesse cura di me.

domenica, aprile 09, 2006

Non toccarmi

La mia pelle è intollerante alla pelle umana. Mi basta che qualcuno mi tocchi anche solo con un abbraccio per provocarmi reazioni inaspettate alla pelle (e in certi casi anche all'anima, ma questa è altra storia).
I miei sensi sono franati uno dopo l'altro.
Mi restava il tatto, ed ho perso anche la sua bellezza.
Non sfioraretemi.


-Tu sei i sette vizi capitali
-Tutti e sette?
-Sì. Prima o poi ti si rivolteranno contro.
-Ah
-Uno soprattutto
-Quale?
-La Lussuria

sabato, aprile 01, 2006

Mondo tondo

Amico mio, a volte non c'è una spiegazione. Il mondo ci cambia ogni giorno sotto i piedi e quando ci chiedono "che mi dici di nuovo?" noi rispondiamo "nulla, tutto uguale". Eppure ieri è diverso da oggi e oggi è diverso da domani, ce ne siamo accorti? Che banalità, Amico mio, questo mondo che muta e che ci scivola dalle mani, così viscido da non darci la possibilità di trattenerlo. Un mondo fermo, plasmabile come argilla, modellabile per contenerlo nelle nostre tasche, e non perderne nulla, ecco cosa sarebbe giusto. Anni fa volevo un mondo triangolare. Ma poi mi son trovata su uno di quegli angoli ed ho scoperto che faceva male. Il mondo rotondo ha un immenso vantaggio: quello che nella sabbia cade e si confonde nei granelli, lo ritroveremo lì dall'altra parte, ad aspettarci. Non bisogna scavare, solo andarlo a cercare.